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PICC o port, qual è il dispositivo migliore per i pazienti con cancro?

Dicembre 7, 2020

La scelta del dispositivo di accesso vascolare (VAD) è fondamentale nell’oncologia. I professionisti in oncologia devono considerare più fattori. Diverse opzioni comportano diversi vantaggi e potenziali complicanze. Il Prof. Baudolino Mussa dell’Università di Torino ha affrontato questi argomenti durante una conferenza intitolata “La scelta appropriata del dispositivo nel paziente oncologico: revisione della letteratura e sondaggio 2019” organizzata per il Multidisciplinary Advanced Course on Vascular Access (MACOVA) 2020 tenutosi ad Edimburgo, Regno Regno.

Dai Port ai PICC

I farmaci oncologici e l’accesso venoso centrale sono stati sviluppati dopo la fine della seconda guerra mondiale1. Il port è stato inventato intorno al 19701. I cateteri centrali inseriti perifericamente (PICC) sono disponibili dagli anni ’70, ma il loro utilizzo è aumentato in modo significativo dal 2000 per diversi motivi2:

  • Facilità di posizionamento
  • Guida ecografica che garantisce un posizionamento corretto
  • Costo di inserimento inferiore rispetto ad altri VAD
  • Facilità di rimozione

Ma sono sicuri?

Il Prof. Mussa ha quindi presentato i dati di uno studio compiuto da Chopra et al che confrontava i tassi di complicanze tra PICC e altri VAD3. Dopo aver eseguito una revisione sistematica, Chopra ha scoperto che i PICC collocati in pazienti ricoverati avevano il doppio delle probabilità di causare infezioni del flusso sanguigno (BSI) rispetto ai pazienti ambulatoriali3. La trombosi è più comune nei pazienti con cancro rispetto a quelli senza cancro3. In una meta-analisi condotta da Sabre et al, è stato riscontrato che i tassi di trombosi erano più alti nei pazienti con linee PICC rispetto a quelli con port4. Tuttavia, Chopra ha suggerito che i tassi di trombosi per i PICC possono variare in base alle tecniche utilizzate per posizionarli3.

Il Prof. Mussa e i suoi colleghi hanno condotto uno studio prospettico sui PICC nei pazienti ambulatoriali con cancro2. Hanno scoperto che i tassi di infezioni del flusso sanguigno correlate a catetere (CRBSI), complicanze meccaniche e trombosi erano bassi con PICC2. Principalmente hanno scoperto che, quando i PICC vengono mantenuti correttamente utilizzando protocolli basati sull’evidenza, hanno tassi di complicanze relativamente bassi, hanno meno probabilità di essere rimossi a causa di complicanze e consentono di usare il catetere a lungo2. Gli ultrasuoni possono essere utilizzati per garantire il posizionamento nel vaso appropriato1,2.

Un dispositivo di accesso vascolare non va bene per tutti

In uno studio di sette anni effettuato su 2.477 pazienti, Campagna et al hanno scoperto che i PICC possono essere sicuri per la somministrazione di farmaci oncologici a medio-lungo termine con bassi tassi di infezione e trombosi5.

Se c’è un alto tasso di recidiva, il Prof. Mussa consiglia di posizionare un port.1 Se il rischio di recidiva è basso, il PICC può essere una scelta più appropriata1. I PICC in poliuretano vanno bene per brevi periodi (cioè 3-6 mesi), ma se il paziente avrà anche bisogno di nutrizione parenterale per più di 6 mesi, una linea PICC con valvola in silicone sarebbe una scelta più indicata1.

Lo stesso VAD non può essere utilizzato in tutti i pazienti1. È importante scegliere il VAD appropriato in base alle esigenze del paziente6. Questa strategia può ridurre i costi, diminuire il dolore per i pazienti e migliorare la qualità del trattamento1.

 

 


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Riferimenti

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References

  1. Mussa B. The appropriate choice of device in the oncology patient: review of the literature and survey 2019. Presented at: Multidiscliplinary Advanced Course on Vascular Access (MACOVA) 2020; 15 January, 2020; Edinburgh, United Kingdom.
  2. Cotogni P, Barbero C, Garrino C, et al. Peripherally inserted central catheters in non-hospitalized cancer patients: 5-year results of a prospective study. Support Care Cancer. 2015;23(2):403-409.
  3. Chopra V, Anand S, Krein SL, Chenoweth C, Saint S. Bloodstream infection, venous thrombosis, and peripherally inserted central catheters: reappraising the evidence. Am J Med. 2012;125(8):733-741.
  4. Saber W, Moua T, Williams EC, et al. Risk factors for catheter-related thrombosis (CRT) in cancer patients: a patient-level data (IPD) meta-analysis of clinical trials and prospective studies. J Thromb Haemost. 2011;9(2):312-319.
  5. Campagna S, Gonella S, Berchialla P, et al. Can Peripherally Inserted Central Catheters Be Safely Placed in Patients with Cancer Receiving Chemotherapy? A Retrospective Study of Almost 400,000 Catheter-Days. Oncologist. 2019;24(9):e953-e959.
  6. Campagna S, Gonella S, Zerla PA, et al. The Risk of Adverse Events Related to Extended-Dwell Peripheral Intravenous Access. Infect Control Hosp Epidemiol. 2018;39(7):875-877.

Approbation Number: BD-19023